sabato 17 ottobre 2009

In uscita "Orme sparse di poesia" (Ed. Albatros Il Filo)



Ciao a tutti, è da molto tempo che non curo il blog. E in questo tempo sono accadute tante cose, per quel che riguarda i vari aspetti della vita. Ho continuato a scrivere, a dar voce ai pensieri ed alle emozioni; alla fine mi è sembrato che fosse giunto il tempo di liberarsi anche di un po' di queste emozioni, di queste parole. L'ho fatto selezionando e raccogliendo una manciata di poesie (65 poesie, per la precisione) che sono nate in questi anni, versi raccolti che vanno dai primi del 1999 agli ultimi di pochi mesi fa. Parole che sono cresciute, si sono evolute, sono state abbandonate e accolte nuovamente, sono rimaste a decantare nel tempo.
La silloge si intitola "Orme sparse di poesia", edita da il gruppo Albatross Il Filo, e sarà disponibile tra la fine di ottobre e l'inizio di novembre.

"Il potere dell’intuizione estemporanea e folgorante. Del lampo di genio impetuoso e al contempo leggiadro. Dell’ispirazione sublimata da una raffinatezza sottile, esaltata tanto dalla ussureggiante fantasia poetica dell’autore quanto dalla ricercatezza di uno stile sempre sobrio eppure sempre, profondamente evocativo. Una scrittura illuminata e brillante, quasi “barocca” ed edonista nella sua compiaciuta essenzialità. La raccolta di Francesco Artuso si propone come un calderone ribollente di emozioni, fotogrammi e immagini visionarie che popolano l’universo onirico di un’anima sensibile e tumultuosa. Il talento cristallino del poeta partorisce una lirica caratterizzata da una sorprendente qualità contenutistica e formale: versi vibranti e struggenti, che tradiscono una consapevolezza e una padronanza del mezzo già “adulta” e matura. L’ego evocativo di Artuso si sprigiona soprattutto nella ricorrente trasfigurazione metaforica e intimista di un mondo spirituale: un vero e proprio microcosmo dello spirito fatto di ombre, di voci, di bagliori metafisici e di intuizioni visionarie, vissuto nella propria interiorità e poi riverberato in un lirica appassionata che tocca le corde della magia e del disincanto, dell’idealizzazione e della nostalgia, dell’estate e dell’autunno".
(dalla prefazione)

martedì 24 giugno 2008

Link divertenti

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Cliccate semplicemente su questo link qui sotto. Una animanzione davvero forte.

animator vs animation

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venerdì 20 giugno 2008

Un post muy rapido...

... solo per alcuni aggiornamenti velocissimi.
Come avrete notato ho cambiato alcune cose.

L'immagine dell'head è un mio disegno rielaborato al computer.

Ho modificato anche la playlist musicale qui accanto. Ho inserito la colonna sonora di un film splendido di cui ho parlato qualche post addietro. Per me il miglior film visto nel 2007.

Altra novità è la nascita di una nuova associazione culturale, su cui mi sto impegnando in questi giorni, con alcuni amici. Per adesso vi segnalo solo questo, perchè stiamo programmando alcune attività per iniziare e stiamo impostando anche il blog - in fase di costruzione, ma già attivo al seguente link:



Per ora è tutto. Anzi, no.
Forse vi sarete accorti che ho modificato (stravolto) il layout del web. Sto sperimentando, ma questo mi sembra molto luminoso e arioso. It suites fine for the upcoming summer... Cosa ne pensate?

Ps. FORZA ITALIA (la nazionale di calcio)
e Auguri a mio cugino Enrico, che oggi compie... vediamo fatemi fare i calcoli... 27 anni...
però! si invecchia Enrì!
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sabato 31 maggio 2008

di cene e altri svaghi


Cena a Capoterra, qualche tempo fa. Con la calorosa partecipazione di Mitico CARLO, Gioacchino u siculo, Gianluca e Francesco...

Carlo, un uomo un perchè.
Qui siamo sulla strada per l'altopiano della Giara. Un ingresso ad una domus de janas.
Gran bella giornata. Abbiamo anche visto i famosi cavalli e qualche toro (che sembrava attratto da Gioacchino :)

Purtroppo le altre foto non le posso inserire perchè il mio computer non legge il cd.

venerdì 23 maggio 2008

I'm back.


Lo so. E' da molto tempo che non scrivo sul blog. Sono stato un po' latitante, ma nell'ultimo mese ho avuto molto da fare. Soprattutto per un concorso che avevo a metà maggio. Ora tra un impegno e l'altro cercherò di farmi vivo sul blog con maggiore frequenza. Anche perchè sappiamo che se un blog non viene tenuto vivo, attraverso gli aggiornamenti - almeno settimanali - è destinato a morire.

Bene, devo riallacciare un po' di rapporti internettiani e ho un bel po' di mail da scrivere a vari amici sparsi per il globo.

In questo post, volevo segnalarvi una bella inziativa della scuola Omero, fondata ormai diversi anni. E' stata la prima scuola a istituire un corso di scrittura in Italia. E i due fondatori (Paolo Restuccia ed Enrico Valenzi) sono autori di tutto rispetto.
L'iniziativa che è partita qualche mese fa, l'hanno chiamata il "Fantareale".

È fantareale
di Paolo Restuccia ed Enrico Valenzi

Quello che non capisci della tua vita e che ti sembra assurdo e inammissibile non è né fantastico né reale. È fantareale.

Se pensi che qualcosa di strano succeda solo a te stai sbagliando. È qualcosa di comune a tutti, solo che non lo vedi in tv, al cinema, su internet. È ogni giorno vicino a te. È fantareale.

La musica che suona, le immagini che scorrono, le cose che mangi, quello di cui odora la tua casa, tutto quello che tocchi: ogni cosa ha in sé una parte che non sapresti definire. Un certo retrogusto, un fruscio, un dettaglio, una corrente, un pezzo mancante. È fantareale.

C’è qualcuno che sembra troppo felice. Eppure quando torni a casa la sua ombra scura si è messa proprio al tuo fianco. Non è per cattiveria. È fantareale.

È tanto tempo che vedi delle cose ridicole ma nessuno ride, allora forse sono ridicole solo per te. Sei l’unico che se ne accorge. È fantareale.

A fine giornata ti sembra di aver vissuto situazioni senza senso. Questo è vero. È giunto il momento di colpire. È fantareale.

Ci sono cose che non puoi spiegarti, ma non è zen. È fantareale.

Se riesci a fare sesso solo con un partner attaccato a un Pc, non è peccato. È fantareale.

Se sei sempre più povero e gli esperti dicono che è giusto così per far ripartire l’economia globale... È fantareale.

Il noir, l’horror, il fantasy ti propongono quello che è già successo mille volte in una lunga interminabile ripetizione. Invece a te accadono cose differenti, magari per pochi istanti e fuori dagli occhi degli altri. Ci vuole un modo nuovo per raccontarle. È fantareale.


C'è anche un blog dedicato al fantareale, e vale la pena leggerlo. Molto divertente. Se vi va di leggere un po' di racconti.

http://fantareale.splinder.com/

Stamattina, l'amico Chicco, mi ha chiamato per accennarmi un'idea di scrittura che gli è venuta in mente e che mi sembra molto interessante... Ve ne parlerò se si concretizza qualcosa.
A presto.

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giovedì 24 aprile 2008

Golconda... una band, un perchè.


Golconda, 1997

Eh sì, quanti ricordi (e quanti capelli...), questa è una foto della storica band in cui ho militato come batterista alla fine degli anni novanta, nella sua formazione primigenia. Successivamente è cambiata più volte. Non si possono dimenticare esibizioni come quelle di Calasetta, del Centrale o del VecchioMulino... Tra i pezzi che suonavamo, ricordo The man who sold the world, In bloom, Alive, Black hole sun, Come as you are, Black days, Love me two times, 20th century fox, the soul kitchen, Take it as it comes, Mustang sally ed altri.
Bello, bello. A volte mi manca davvero suonare.

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venerdì 4 aprile 2008

This man is a genius.

Non è un paese per giovani.

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Posto un articolo tratto da Vita.it, su una ricerca svolta dall'Università cattolica di Milano.

"Parafrasando il film dei fratelli Koen si potrebbe dire che l'Italia non è un paese per giovani.
Se i giovani italiani vengono considerati dei "bamboccioni" a ben guardare non è tutta colpa loro. Il nostro, tra i Paesi occidentali, è quello che investe meno sulle nuove generazioni, quello con la più bassa occupazione giovanile, col sistema previdenziale più iniquo nei loro confronti. Insomma, come spiega Alessandro Rosina, professore di Demografia all'Università Cattolica di Milano, "i giovani italiani sono una risorsa poco utilizzata e valorizzata".

Una condizione di svantaggio tanto nei confronti delle generazioni precedenti quanto dei coetanei degli altri Paesi. Nell'ambito dell'iniziativa "20 e 30. E' ora di cambiare? L'Italia delle nuove generazioni", promossa dal dipartimento di Scienze statistiche e dal Defap della Cattolica, è emerso che nessun altro paese occidentale ha collezionato tanti record negativi riguardo ai giovani e alle loro prerogative.

Nel Bel Paese, infatti, i giovani hanno il minor peso demografico ed elettorale, il solo nel quale gli under 25 siano scesi sotto quota 25% sulla popolazione totale, dove l'incidenza della spesa per protezione sociale sul Pil, al netto della parte destinata alle pensioni, è un terzo in meno rispetto alla media europea. E ancora, siamo il paese con la più bassa scolarizzazione e più bassa occupazione giovanile, dove l'autonomia si raggiunge più tardi che altrove (la metà delle donne arrivano a 30 anni senza ancora essere sposate, e la metà degli uomini arrivano celibi fino a 33 anni), con maggior debito pubblico ereditato dalle generazioni precedenti e con una classe dirigente (in particolare quella politica) con l'età media più elevata. Mettendo assieme tutti questi aspetti, - riflette Rosina - risultiamo complessivamente il paese nel quale i giovani contano meno, dal punto di vista sociale, economico, demografico e politico. Il ritratto è quello di un paese che preferisce difendere i privilegi presenti e le rendite acquisite che investire sul proprio futuro".
"E tutto ciò - aggiunge - rischia di peggiorare nei prossimi decenni, dato che il loro peso demografico ed elettorale è destinato a deteriorarsi ulteriormente". Per il professor Rosina questa situazione dovrebbe indurre i giovani a una rivolta generazionale. Che non scoppia, di fatto, perchè, come fa notare nella sua relazione Paolo Balduzzi, ricercatore della Università Cattolica di Milano, "manca una rappresentanza politica degli under 35".

Questa mancanza è evidente nei partiti e i sindacati. Secondo i dati forniti da Balduzzi, nel 2003 oltre la metà degli iscritti ai sindacati aveva più di 44 anni (età mediana) e l'età media, e nello stesso anno, risultava la più alta in Europa. Inoltre, quasi la metà degli iscritti era costituita da pensionati. Per quanto riguarda i partiti e le istituzioni, in Italia esiste una barriera all'entrata nelle istituzioni che penalizza i giovani, prevista dalla stessa Costituzione con il vincolo dell'elettorato passivo alla Camera fissato a 25 anni e quello al Senato fissato a 40. La stessa Costituzione garantisce una unica rappresentanza sicura, istituendo di fatto delle vere e proprie quote grigie. Tanto per cambiare, questi vincoli non hanno uguali in Europa.

A peggiorare la situazione per gli under 35, fa notare Balduzzi, abbiamo un bicameralismo perfetto "che mette il Senato, la camera grigia per eccellenza, in posizione di veto per tutte le leggi della Repubblica. Peraltro, anche un rilassamento dei limiti, in particolare alla Camera, non è detto che produca i risultati sperati". Su un totale di 630 deputati, solo uno ha meno di 30 anni e solo 47 meno di 40 (l'8%). Se si considera che l'età minima per entrare al Senato è di 40 anni, ciò significa che "nei due rami del Parlamento gli under 40, cioè il 46% della popolazione italiana, sono meno del 5%". Se alcune fasce di età sono sottorappresentate di diritto, altre, fa notare il professore, lo sono de facto. "In Italia il 22% della popolazione - spiega - ha tra i 25 e 40 anni: questa fascia di età è costituita da persone che hanno elettorato attivo e passivo alla Camera.

Ciononostante, solo il 7,5% dei deputati ha una età compresa tra i 25 e i 40 anni". "Per fare politica in Italia - conclude - bisogna semplicemente avere più di 40 anni: quello che al Senato è un vincolo costituzionale, alla Camera diventa un vincolo implicito". E la situazione non è destinata a migliorare di molto dopo il prossimo appuntamento elettorale. "Il ringiovanimento previsto e sbandierato sembra essere solo di facciata - articola - l'età media dei candidati nel 2008 è più bassa che nel 2006, ma l'età media è molto più alta tra gli eletti che tra gli esclusi. In particolare, l'età media degli eletti nel Pd nel 2008 è di 50 anni, mentre quella degli esclusi è di 43 anni. Quasi identici i dati per il Pdl, 51 anni per gli eletti, 44 anni per gli esclusi". Qualche progresso si vede, ma l'età dell'elettore mediano in Italia è di circa 48 anni. "Questo significa che, seppure leggermente più giovane, - conclude Balduzzi - anche la nuova Camera non potrà che favorire politiche rivolte a una fascia di popolazione ancora ben lontana dagli under 35".

fonte: Vita.it

giovedì 27 marzo 2008

News of the world.

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Dal Pakistan l'incredibile storia di un indiano "dimenticato" per 35 anni in carcere. Ha passato metà della sua vita in prigione, non perchè colpevole, ma perchè tutti si erano dimenticati di lui. Ora, dopo aver ricevuto la grazia dal presidente Musharraf, potrà tornare nel suo Paese. leggi...

Un interessante reportage sulla tratta di esseri umani in Siria. leggi...

Sulla situazione delle ultime ore in Colombia. leggi qui e qui.

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domenica 23 marzo 2008

Buona Pasqua.

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Oggi, 23 marzo.
Buona Pasqua a tutti.

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venerdì 21 marzo 2008

Il difficile utilizzo dei trasporti pubblici.


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Già il fatto che qualcuno fermi l'autobus in un punto qualsiasi della strada, e non all'apposita fermata, mi suggerisce che non sappia bene come funzioni il tutto. Però, lo fanno anche altri, e poi, sta allla gentilezza dell'autista scegliere se aprire le porte o meno. Questo autista ha aperto le porte, anche perchè era fermo al semaforo. Bene, questa signora, non anziana, diciamo di mezza età, sale e chiede se l'autobus passa per il tribunale. Sì signora, risponde l'autista.
Evidentemente soddisfatta per aver azzeccato la linea giusta, la signora si dirige alla macchinetta, detta OBLITERATRICE, con in mano il biglietto.
Però, su questo tipo di autobus, accanto all'obliteratrice, c'è una seconda macchinetta per l'emissione di biglietti a bordo vettura. Molto diversa dall'altra, in effetti. La signora, tenendo in mano il bliglietto cerca di capire cosa farci, non ha ben chiaro come si timbra. Ci tenta, la signora, a timbrare nella macchinetta per l'emissione dei biglietti. Ma ovviamente non ci riesce.
Allora chiede aiuto ad una ragazza lì vicino. Che gentilmente capisce la difficoltà della donna e le oblitera il biglietto. Ormai conquistata dalla gentilezza della ragazza, la signora le si siede di fronte ed attacca bottone, raccontando che lei non gira mai in città con l'autobus, ci viene in macchina e non è pratica. Poi le chiede informazioni su come si arriva la tribunale, non è mai andata neanche là. Guardi è facile, ora vede questa strada, subito dopo il semaforo "chiama la fermata" e scende, il tribunale è proprio di fronte. Ah bene, grazie.
Intanto arriviamo al semanforo, e la signora dovrebbe "chiamare la fermata" ma non lo fa. La ragazza le ricorda che deve scendere proprio alla prossima e le ricorda di chiamare la fermata. CHIAMARE LA FERMATA... Cioè come devo fare? Chiede, spaesata, la signora. E ha davvero l'aria di non avere la minima idea di cosa si stia parlando. La ragazza, senza mostrare alcun cenno di imapzienza, le mostra il pulsante che si deve pigiare per chiamare la fermata. Questo qui? chiede la signora. Ah, grazie. Lo schiacci però. Finalmente la signora riesce nel difficile compito.
Al che l'autobus si ferma le porte si aprono. La signora, che si era intanto preparata, scende sveltamente, salutando la sua buona samaritana.
Le porte si richiudono e si riparte verso la prossima fermata. Senza parole.
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venerdì 14 marzo 2008

post n. 101...

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Mi sono accorto oggi di aver raggiunto i 100 post su questo blog. Non so se sono tanti o sono pochi, ma in verità, non me ne importa granché...

Today I realized I reached 100 posts on this blog. I don't know if they are much or a few, but frankly, it doesn't matter. Hoy dìa me ha dado cuenta haber ganado 100 post sobre este blog. No sé si son muchos o pocos, pero de verdad no me importa.


Oggi ho comprato due bliglietti grattaevinci da un euro. Con il primo ho vinto la bellezza di sette euro, con il secondo ho perso (o meglio, non ho vinto) settemila euro. Avrei preferito il contrario...
Voi che ne dite?

Today I've bought two lottery tickets for whom I spent two euros. With the first one I won seven euros, with the second one I lost (better, I didn't win) seven hundred euro. I'd prefer the second one. Don't you think so?

Hoy dìa he comprado dos boletos de la loteria istantanea de un euro cada uno. Con el primer boleto he ganado siete euros, con el segundo he perdido (o sea, no he ganado) siete mil euros. Habrìa preferido al revés...
Qué pensais?

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giovedì 13 marzo 2008

Librivox.


Cosa è Librivox?
Si tratta di un progetto opensource che intende diffondere la fruizione del patrimonio letterario mondiale. Molto interessante e aperto a chiunque voglia contribuire come volontario.
Nell'ampio catalogo si possono trovare opere letterarie lette e registrate dai volontari e messe a disposizione di tutti. Le opere sono naturalmente quelle ormai libere, per le quali il diritto (patrimoniale) d'autore nelle legislazioni dei diversi paesi si è "esaurito". Per saperne di più, cliccate sull'immagine qui sopra.

Grazie a Simona per la segnalazione.

LibriVox volunteers record chapters of books in the public domain, and then we release files back onto the net for free. All our audio is in the public domain, so you may use it for whatever purpose you wish.

Volunteering for LibriVox is easy and does not require any experience with recording or audio engineering or acting or public speaking. All you need is a computer, some free recording software, and your own voice. We accept all volunteers in all languages, with all kinds of accents. You don’t need to audition or send us samples. We’ll accept you no matter what you sound like.

We operate almost exclusively through Internet communications on our forum, where all your questions will be answered by our friendly community. We have a flat structure, designed to let people do just what they want to do.


mercoledì 12 marzo 2008

L'anello.


Una storiella molto carina, che ho trovato sul questo blog. Leggetela, più avanti, con più calma, cercherò di inserire una traduzione in italiano.

O Anel

- Venho aqui, professor, porque me sinto tão pouca coisa, que não tenho forças para fazer nada. Dizem-me que não sirvo para nada, que não faço nada bem, que sou lerdo e muito idiota. Como posso melhorar? O que posso fazer para que me valorizem mais?
O professor, sem olhá-lo, disse:
- Sinto muito meu jovem, mas não posso te ajudar, devo primeiro resolver o meu próprio problema. Talvez depois.
E fazendo uma pausa, falou:
- Se você me ajudasse, eu poderia resolver este problema com mais rapidez e depois talvez possa te ajudar.
- C...claro, professor, gaguejou o jovem, que se sentiu outra vez desvalorizado e hesitou em ajudar seu professor. O professor tirou um anel que usava no dedo pequeno e deu ao garoto e disse:
- Monte no cavalo e vá até o mercado. Devo vender esse anel porque
tenho que pagar uma dívida. É preciso que obtenhas pelo anel o máximo possível, mas não aceite menos que uma moeda de ouro. Vá e volte com a moeda o mais rápido possível.
O jovem pegou o anel e partiu. Mal chegou ao mercado, começou a oferecer o anel aos mercadores. Eles olhavam com algum interesse, até quando o jovem dizia o quanto pretendia pelo anel. Quando o jovem mencionava uma moeda de ouro, alguns riam, outros saíam sem ao menos olhar para ele, mas só um velhinho foi amável a ponto de explicar que uma moeda de ouro era muito valiosa para comprar um anel. Tentando ajudar o jovem, chegaram a oferecer uma moeda de prata e uma xícara de cobre, mas o jovem seguia as instruções de não aceitar menos que uma moeda de ouro e recusava as ofertas.
Depois de oferecer a jóia a todos que passaram pelo mercado, abatido pelo fracasso montou no cavalo e voltou. O jovem desejou ter uma moeda de ouro para que ele mesmo pudesse comprar o anel, assim livrando a preocupação e seu professor e assim podendo receber ajuda e conselhos. Entrou na casa e disse:
- Professor, sinto muito, mas é impossível conseguir o que me pediu. Talvez pudesse conseguir 2 ou 3 moedas de prata, mas não acho que se possa enganar ninguém sobre o valor do anel.
- Importante o que disse, meu jovem, contestou sorridente o mestre. - Devemos saber primeiro o valor do anel. Volte a montar no cavalo e vá até o joalheiro. Quem melhor para saber o valor exato do anel? Diga que quer vendê-lo e pergunte quanto ele te dá por ele. Mas não importa o quanto ele te ofereça, não o venda. Volte aqui com meu anel.
O jovem foi até o joalheiro e lhe deu o anel para examinar. O joalheiro examinou-o com uma lupa, pesou-o e disse:
- Diga ao seu professor, se ele quiser vender agora, não posso dar mais que 58 moedas de ouro pelo anel.
O jovem, surpreso, exclamou:
- 58 MOEDAS DE OURO!!!
- Sim, replicou o joalheiro, eu sei que com tempo poderia oferecer cerca de 70 moedas , mas se a venda é urgente...
O jovem correu emocionado para a casa do professor para contar o que ocorreu.
- Sente-se, disse o professor, e depois de ouvir tudo que o jovem lhe contou, disse:
- Você é como esse anel, uma jóia valiosa e única. E que só pode ser avaliada por um expert. Pensava que qualquer um podia descobrir o seu verdadeiro valor???
E dizendo isso voltou a colocar o anel no dedo.
- Todos somos como esta jóia. Valiosos e únicos e andamos pelos mercados da vida pretendendo que pessoas inexperientes nos valorizem.

da http://higorbastos.blogspot.com/

Selton: quattro brasiliani a Milano


Ho ascoltato l'album di esordio di questo strampalato gruppo e mi è piaciuto molto. I Selton è il nome di una band formata da quattro ragazzi brasiliani, originari di Porto Alegre, ma incontratisi a Barcellona. Qui hanno catalizzato l'attenzione del pubblico suonando al Parc Guell, dove sono stati notati anche dalla trsmissione di mtv "Italospagnolo" condotta da Fabio Volo e dai milanesi dell'Istituto Barlumen, che li hanno prontamente portati a Milano. Ora è uscito questo progetto musicale, "Banana a Milanesa" nel quale i quattro musicisti polistrumentisti (molto bravi), hanno rielaborato le canzoni di Jannacci e di Cochi e Renato in chiave brasiliana. Hanno tradotto anche i testi in portoghese, e sono riusciti a mantenere intatta tutta la verve e l'ironia racchiuse in quelle canzoni. Presente anche un omaggio a Dario Fo, nella canzone "Eu vì um rei". Nel disco collaborano nel disco anche Jannacci e Cochi e Renato.

Randomly, four young guys from Porto Alegre, a city in the south of Brasil, met in Barcelona. By chance or not, Ricardo Fischmann, Eduardo Dechtiar, Ramiro Levy and Daniel Plentz shared the home town, the passion for music, some influences and the need to survive away from home. Gathering this bunch of things in common, plus some other diversions and putting them side by side and squeezed on one of the benches of the Park Guell, we have the beginning of a very peculiar story. Its name is Selton.

It was precisely in September of 2005 that Selton was formed. The band began playing Beatles covers for the tourists that walked on Gaudí’s park. Their intention, at first, was to get some coins and, specially, have fun. With only a month playing together, those coins turned into their first demo CD, which began to be sold at the presentations in the park. After a year in this rhythm, the band reached the mark of a thousand copies sold.

Simultaneously, somethings also started to happen for the band outside the park. In May of 2006 they played at the “Voll-Damm’s Jazz Festival” in Barcelona. Then in July of the same year, the four Brasilians went to France to play in the Voix du Gaou, a festival where also played bands like the Pixies, Massive Attack and Jamiroquai.

Between playing in the park and participating in festivals or simply doing concerts around the city, an opportunity came to change Selton’s horizons. During an usual open air session, a producer of the Italian MTV, from Fabio Volo’s program Italo-Spagnolo, was interested in the band. Selton participated twice in the show and it was during these presentations that they met the producers of Istituto Barlumen, a producing company from Milan. After this meeting, Barlumen encouraged Selton to write their own songs, with the possibility of establishing a partnership.

Selton left the benches of the Park Guell and gave wings to creativity. Those were intense days, of a spontaneous and stimulating time in their apartment at the catalan capitol, when they finally started to give form to a still fragmented musical personality, through home recordings. It was a period of self-invention, inspired mainly by the Brazilian psychedelic music from the 60’s and the undeniable baggage from Liverpool.

In the end of September of 2006 Selton went to Milan, where a great part of their own material was recorded and they also worked on a project of versions of Italian songs rearranged and sung in Portuguese, called “Banana à Milanesa”. This work has already got them an appearance on a program of the Italian network RAI2, having the participation of Jannacci and Cochi e Renato themselves in some tracks, such as “Silvano” or even “Malpensa”. In this period they were also invited by Arto Lindsay to do the male choir on the italian tour of his project, the “Noise Mass”.

Born from the direct contact with the public, Selton finds its best reward on every smile of the people who listens to them. Perhaps because of this sincere attitude and the simple devotion to music, Selton has been taken to quite unusual places.

selton mayspace
selton banana a milanesa
istituto barlumen

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martedì 11 marzo 2008

Sesso al parco: cane al guinzaglio

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Olanda, polemica su legge "libertina".

Sesso libero sì, ma cani al guinzaglio. E' la paradossale situazione che si vive in Olanda, che permette rapporti espliciti e completi nei parchi, senza incorrere in alcun reato. Protestano però i padroni dei cani, che d'ora in poi dovranno stare sempre al guinzaglio, in modo da non cadere in tentazione e mordere dove non batte il sole. Per gli amanti a cielo aperto un'unica richiesta: raccogliere preservativi e sigarette post amplesso.

Una bozza di regolamento messa a punto dagli esperti della polizia dei Paesi Bassi, non ancora in vigore, recita: appartarsi in un giardino pubblico e lasciarsi andare a libere effusioni, dal petting al rapporto sessuale completo, d'ora in poi non dovrà più essere considerato un comportamento perseguibile. Ovviamente vanno seguite alcune regole: rispettare gli orari, appartandosi solo dal tardo pomeriggio in poi; piazzare la coperta lontano dall'area giochi riservata ai bambini; gettare i preservativi e l'eventuale sigaretta negli appositi cestini.

Mentre esultano soprattutto le principali associazioni gay, al grido di: ''Vietare non è mai servito a nulla, e ora stare nei parchi sarà più sicuro'', un po' meno contenti sono invece i proprietari dei cani che, grazie al nuovo regolamento, vedono inasprire le sanzioni verso chi porta a spasso il proprio amico a quattro zampe senza guinzaglio. "Una volta i parchi erano per cani e bambini", si lamentano.

da tgcom

Italia carissima, inefficiente, inospitale.

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Foto impietosa da un sondaggio tra i giovani stranieri che hanno scelto gli atenei italiani. "Trovare casa è un inferno, i professori non sono all'altezza e nessuno parla inglese"

Un corso di italiano per studenti Ersamus

ROMA - Sarà anche il Belpaese, ricco di storia e bellezze artistiche, ma venirci a studiare è un vero inferno. A stroncare l'Italia e il suo sistema universitario sono gli studenti stranieri del progetto Erasmus che hanno scelto la Penisola per il loro periodo di formazione all'estero.

La fotografia che emerge da un questionario realizzato dalla free press "Studenti Magazine" e dall'associazione "Erasmus Student network Italia" è davvero impietoso, ma difficilmente contestabile. Il nostro paese, sottolineano i 1500 giovani interpellati provenienti da 28 paesi diversi e distribuiti in 27 diverse città italiane, è "costosissimo", "incapace di garantire un alloggio a prezzi contenuti" e un posto "dove l'inglese è una lingua di cui si fa a meno".

Il problema più sentito è il costo della vita. L'83% degli intervistati dichiara di spendere di più in Italia rispetto al proprio paese. La voce più costosa è al solito l'affitto (per il 69%). Seguono il cibo per il 14,4% e il divertimento per il 12,6. Il 4% trova invece particolarmente costosi i libri. A tanto dispendio non corrispondono però atenei all'altezza delle attese. Il 71% degli intervistati ritiene l'università italiana peggiore di quella del proprio paese. Per il 39,6% la ragione principale è il pessimo stato delle strutture. Seguono la scarsità dei servizi web per il 24,4%, la difficoltà nel raggiungere informazioni per il 19,5% e la scarsa professionalità dei professori per il 16,5%.

Una larga maggioranza di studenti stranieri (il 66%), una volta arrivata in Italia ha incontrato difficoltà nel trovare un alloggio, condividendo quindi gli stessi problemi dei nostri fuorisede. I problemi più lamentati sono il caro affitti e la fatiscenza dei locali, ma un 20,8% dei partecipanti al questionario denuncia anche il razzismo dei proprietari che non affittano a stranieri.

In un ambiente così ostile a rendere il tutto ancora più problematico è la difficoltà a trovare qualcuno in grado di esprimersi in inglese. Solo l'1,4% degli intervistati ritiene indispensabile conoscere l'inglese in Italia, contro il 46,6% che lo ritiene assolutamente inutile.

Eppure l'Italia continua ad esercitare un certo fascino sui giovani universitari di tutta Europa. La ragione, spiegano gli intervistati, è che malgrado i problemi il Belpaese conserva ancora un certo carisma. Ma se il 97% degli studenti spiega di averci scelto perché "sempre attratto dal Belpaese", alla fine del soggiorno solo il 60% vi ritornerebbe ad occhi chiusi.

da La repubblica.it

Buon Compleanno!!!


HAPPY BIRTHDAY to my friends Rosario and Wladston for today!


CartolineSpeedy.it



Tanti auguri agli amici Rosario e Wladston per il loro compleanno!

click on the pic (just a joke)!

sabato 8 marzo 2008

Illiteracy and innumeracy...


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L'Unesco definisce dal 1958 l'analfabetismo come la condizione di "una persona che non sa né leggere né scrivere, capendolo, un brano semplice in rapporto con la sua vita giornaliera". Oggi la definizione dell'UNESCO è diventata più complessa e si basa fondamentalmente sulla capacità dell'individuo di decifrare l'ambiente e partecipare alla società in cui vive. Statisticamente si tende a rilevare quell'insieme di abilità relative all'alfabetismo che può essere applicato in modo funzionale in attività tipiche della vita quotidiana, come ad es. leggere gli orari dell'autobus o usare un computer.

E' sintomatico anche il fatto che la lingua italiana utilizzi un unico termine, analfabetismo appunto, per indicare entrambi quei fenomeni, che in inglese vengono indicati con due termini distinti: illiteracy (cioè l'incapacità di leggere e scrivere) e innumeracy (cioè l'incapacità di far di conto).

Da due ricerche comparative svolte nel 1999-2000 e nel 2005-2005, risultano dati drammatici riguardo il problema in Italia.
"Cinque italiani su cento tra i 14 e i 65 anni non sanno distinguere una lettera dall'altra, una cifra dall'altra (sono cioè totalmente analfabeti). Trentotto (38%) lo sanno fare ma riescono solo a leggere con difficoltà una scritta e a decifrare qualche cifra. Trentatrè (33%) superano questa condizione, ma qui si fermano: un testo scritto che riguradi fatti collettivi, di rilievo anche nella vita quotidiana, è oltre la portata delle loro capacità di lettura e scrittura, un grafico con qualche percentuale è un'icona incomprensibile. Secondo gli specialisti internazionali, soltanto il 20 per cento della popolazione adulta italiana possiede gli strumenti minimi indispensabili di lettura, scrittura e calcolo necessari per orientarsi in una società contemporanea." Tra i Paesi partecipanti all'indagine, l'Italia si classifica molto male: solo lo stato del Nuevo Léon, in Messico, ha rislutati peggiori.
Questi dati sono stati divulgati e resi pubblici in Italia, ma nessuno se ne è preoccupato granchè. L'invito di alcuni economisti, secondo i quali il ristagno produttivo italiano, che dura dagli anni novanta, è frutto di bassi livelli di competenza. Ma nessuno li ascolta. E nessuno alscolta neanche quelli che vedono la povertà nazionale di conoscenze come un fatto negativo anzitutto per il funzionamento delle scuole e per la vita sociale e democratica.

fonte: Internazionale n. 734
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venerdì 7 marzo 2008

Campagna elettorale...